Madre Celeste Avvenire Categorie Papa: la certezza della fede, fondamento della speranza cristiana
[...] Ma, nella realtà, le concretizzazioni di questo ideale, in particolare la rivoluzione francese e quella marxista, hanno mostrato il limite di questa speranza. Il marxismo, in particolare, ha lasciato “una distruzione desolante”. Marx “ha dimenticato che l’uomo rimane sempre uomo. Ha dimenticato l’uomo e ha dimenticato la sua libertà. Ha dimenticato che la libertà rimane sempre libertà, anche per il male. Credeva che, una volta messa a posto l'economia, tutto sarebbe stato a posto. Il suo vero errore è il materialismo: l'uomo, infatti, non è solo il prodotto di condizioni economiche e non è possibile risanarlo solamente dall'esterno creando condizioni economiche favorevoli”. (n. 21). Perché, “se al progresso tecnico non corrisponde un progresso nella formazione etica dell’uomo, nella crescita dell’uomo interiore (cfr Ef 3,16; 2 Cor 4,16), allora esso non è un progresso, ma una minaccia per l'uomo e per il mondo” (n. 22). La verità è che “non è la scienza che redime l’uomo”, essa “può anche distruggere l’uomo e il mondo”, “l’uomo viene redento dall’amore” (n. 26). [...] Leggi tutto su: http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=10934&size=A La speranza del Papa è anche per gli atei di Bernardo Cervellera Roma (AsiaNews) - Con la nuova magistrale enciclica “Spe Salvi” Benedetto XVI chiede a tutti i cristiani di diventare “ministri di speranza per gli altri” (n. 34). C’è una specie di richiamo al valore universale della missione, che è più di una pia esortazione: i cristiani sono chiamati a “produrre” speranza per il mondo nel campo della scienza, della cultura e della politica. La mancanza di speranza della nostra società contemporanea è davanti agli occhi di tutti. I problemi sociali che attanagliano intere popolazioni – fame, malattie, diritti umani - continuano a non trovare soluzioni per l’inanità di molti governi e organizzazioni internazionali; perché si preferisce non rischiare il proprio potere e ricchezza; perché si preferisce rafforzare gli eserciti e programmare guerre invece che opere di pace. Leggi tutto su: http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=10936&size=A Per leggere il testo integrale dell’enciclica, clicca qui. FOTO: CPP QN Il decalogo per interpretare il pensiero del Papa La speranza cristiana. Esercizio vigoroso ed umile del desiderio I credenti e i cattolici che pur non aderendo alla fede cristiana, si interessano della visione redentivi che il Signore Gesù ha portato all’umanità: insomma, tutti quelli che snobbano le catechesine predisposte per i bimbi della prima comunione e magari non capiscono nemmeno questi bigini dei bigini della dottrina cattolica, se hanno voglia di avere un orizzonte aperto dell’essenza del cristianesimo come atteggiamento di speranza, si preparino a mettere a disposizione della lettura dell’ultima enciclica del Papa un tempo pacato e prolungato e una riflessione che non scivoli in diagonale sulle righe, come se si leggesse un abbecedario. Si è di fronte a un altura aspra e affascinante, che costituirà motivo di soddisfazione anche per gli intellettuali più esigenti. Oltretutto, pur affrontando un tema specifico quale è la speranza, Benedetto XVI traccia un orizzonte che costringe a una sintesi inclusiva di tutto il cristianesimo nei suoi elementi più significativi. In questa nota ci si limiterà a evidenziare alcune osservazioni che serviranno soltanto da guida per una lettura approfondita e motivata. Ma , per favore, non si lasci cadere l’occasione di una visione globale e robusta per poi lamentarsi dell’ignoranza dei cattolici. 1) La speranza non è riducibile alla cognizione di alcune formule: se si vuole arrivare subito al nocciolo applicativo della riflessione, bisognerà ripensare la formula paolina: “ Prima del loro incontro con Cristo, i credenti erano senza speranza e senza Dio nel mondo”. 2) Non si abbia paura dell’astrattezza come di una lezione cattedratica: vengono richiamati anche santi che a fatica hanno raggiunto le elementari ( tipo Giuseppina Bakhita ) e altri medievali e più in su. Qui i fedeli hanno capito col cuore e hanno assimilato il Mistero: non hanno mandato a memoria soltanto delle formule. 3) Sperare non significa sbarrare gli occhi e lasciare che la lezione di Dio penetri nell’uomo. Il linguaggio dell’enciclica è non soltanto informativo, ma anche performativo: cioè tende a trasformare la nostra vita per orientarci all’identificazione con la Chiesa e con il Signore Gesù. 4) Sperare non è abbandonarsi lasciandosi portare da un vento bizzarro, ma è anche argomento di realtà che non appaiono e che sono più reali del reale. 5) La vita eterna non è l’arrestarsi a beni finiti e passeggeri, ma affondarsi nell’abisso del Mistero divino, costituisce la letizia piena e perenne. 6) La morte non è castigo immotivato: non ci fosse, rimarremmo per sempre incompiuti e dannati. 7) Siamo orientati alla felicità totale che pure, per ora, non conosciamo; l’attesa ci rivelerà le meraviglie di Dio. 8) L’idea di progresso e l’esercizio della ragione accendono la libertà che non si conclude se non nella Fine dell’universo. 9) Illuminismo e poi marxismo cancellano la trascendenza e fanno precipitare il mondo nella vana verità dell’al di qua. 10) La filosofia contemporanea si trova così costretta a misurarsi con le certezze cristiane, se non vuole trovarsi svuotata del proprio significato e un progresso autentico ha bisogno della crescita morale dell’umanità. Diversamente, tutto si confonde: non c’è più verità. COSA SIGNIFICA LA BELLISSIMA ENCICLICA DI BENEDETTO XVI SULLA SPERANZA
http://www.totustuus.net/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=39 Categoria --- > speranza, fede, ateismo, materialismo, benedetto xvi, salvezza, benedetto xvi encicliche, spe salvi, salvati nella speranza
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